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martedì 25 febbraio 2014

IL Coinquilino è tornato. Risvegli

Al mattino nessuno è davvero felice, lasciare il letto caldo, fedele compagno dei piaceri della vita, per andare nelle fredde strade cittadine, diretti verso un'università o un lavoro, non è mai facile. Ci sono persone che però questa cosa dello svegliarsi prima delle 11 la prendono abbastanza male. Un esempio è la mia coinquilina, che generalmente risponde a monosillabi, tipo ieri sera rendendo ogni tentativo di conversazione impossibile, mentre stava al pc e rideva tra sè e sè, e in rari casi risponde in modo così acido che anche chi non è di casa ci rimane male. True Story.

Ora lei a casa sua ha la regola con i parenti che prima delle 11.00 non parla, non risponde e gira come uno zombie per la casa. La trovo una cosa abbastanza crudele, perchè posso capire che non si è ancora svegli e che a volte è fastidioso avere qualcuno che ti parla a raffica, ma fare finta che chi vive con te non esista proprio mi sembra esagerato. Madre, avrebbe già usato il battipanni di plastica dura dalla parte del manico, che come ho sperimentato, è molto peggio che dall'altra parte. 

Quindi sta mattina "sunshine" quando sono entrata in cucina mentre finiva di fare colazione era al computer su Tumblr, dove passa la stragrande maggioranza della sua giornata. Entro, facendo piano, le dico un "Ciao" un po' assonnato ma ad alta voce e lei alza la testa e mi guarda, ma non risponde. 
Che cazzo ti costa rispondere! Non cade mica la lingua! Ero troppo rintronata per dirglielo di persona, avrei perso la battaglia, in quel momento e penso che dopo, sia troppo tardi, quando tornerà per parlarne. 
Non ha più spiccicato parola e non mi ha fatto posto nel tavolo striminzito fino a quando non ho tirato fuori la tovaglietta della colazione, come se la tazza di te fumante e i biscotti che avevo messo sul tavolo fossero un elemento di design temporaneo. 
L'altra parola che ha proferito era un Ciao mugugnato quando era già fuori di casa e stava chiudendo la porta. 
Ora: La mia giornata non sarà rovinata da questo episodio, baby, ma di sicuro la tua con questo atteggiamento di sdegno verso ogni attività sociale non migliora la tua. 

Nel remoto caso in cui leggessi questo blog posso solo dirti che questi pensieri corrispondono a realtà, quindi l'unica cosa che potresti fare sarebbe cambiare atteggiamento lievemente. So che non faremo mai conversazione appena sveglie, ma un ciao non si nega a nessuno, nemmeno al "vucumprà"che tenta di venderti l'ombrello mentre piove e sei in bici. 

giovedì 25 luglio 2013

Non mi sono ancora sciolta ma quasi

Non sono ancora un cartone animato finito nella salamoia...
Se non sapete di cosa sto parlando vi posso solo dire: Ignoranti! 
Fatevi una cultura cinematografica!!!


Comunque dove abito io, lo so che non lo sapete, ma voglio essere generosa e vi do un indizio: (Quando facevo le superiori un mio noiosissimo, odiatissimo compagno di  classe, Gabber dentro che più gabber non si può ci rompeva i maroni "cantando" : Roma provincia, #### capitale! Dai che lo sapete. )
Dicevo :dove abito io, in una stupenda mansarda, con vista su uno dei più alti edifici in laterizio, mamma mia quanti indizi, fa un caldo porco! Tanto che ogni volta che scrivo porco, il correttore ortografico del telefono mi scrive una bestemmia, che con faccia contrita mi affretto sempre a cancellare, poverino sente il caldo anche lui. ci si potrebbero cuocere le torte sul pavimento. Inutile dire che non ho il condizionatore e che ho solo un ventilatore, ribattezzato Salvatore, che mi sono andata a comprare l'anno scorso per mio uso esclusivo ( il ventilatore non si condivide) e me lo sono trasportato il metro e montato tutto da sola. Lo considero parte integrante di questa disfunzionale famiglia elettronica/tecnologia, formata dal mio inseparabile computer, il mio hard disck, il cellulare... basta.. non ho dei sex toys da infilare nell'elenco. 
Vi scrivo perchè un po' mi sento in colpa, ho iniziato con tanto entusiasmo la storia de IL coinquilino ma non l'ho portata avanti, il che è abbastanza tipico di me, ma non ho proprio avuto tempo. Sto lavorando alla tesi tutto il giorno tutti i giorni e pure di sera, tanto che non parlo di altro, nè in facoltà, nè in casa. Quando incontro amici/parenti/serpenti tutti mi chiedono: Ma quando ti laurei?  Vorrei sempre rispondere  Il giorno in cui tu andrai affanc... ecc sapete come finisce, ma non voglio perdere mai il mio atteggiamento da zerbino, che fa molto glamour ultimamente e rispondo: ma speriamo settembre... ora lo sapete anche voi e guai a chi se lo chiede e no, non siete invitati. 
Questo post era per farvi capire come mi sento, molto incacidita, incattivita e instronzita, come se questo fosse possibile. A breve ne seguirà uno dove ringrazio madre natura per i regali che mi ha generosamente fatto. 

Buona notte! 

venerdì 5 luglio 2013

IL coinquilino_ Tutti nuovi, buoni nuovi

Altra combinazione delle convivenze universitarie è una situazione in cui tutti i coinquilini sono nuovi, magari messi in contatto dalle agenzie varie o tramite internet, che iniziano una convivenza senza conoscersi. 
Sembra il delirio ma è una situazione che può portare delle sorprese anche piacevoli. 
Per infatti il discorso fatto in precedenza del conoscersi, della confidenza ecc.. in una situazione di tale novità ci vuole molto tempo  e se si ha pazienza, messe in chiaro le regole del quieto vivere, si può vivere davvero un'esperienza piacevole e stimolante. 
Perchè scegliere una casa piena di sconosciuti? 
Perchè hanno abitudini diverse, si impara a conoscere come vive il resto del mondo, aprendo un po' i ristretti schemi mentali che tutti abbiamo. 
Perchè si conosce gente nuova, che non vi mangia, ve lo assicuro. E' possibile che i vostri compagni di avventura siano, per varie ragioni, anche vostri compagni di università, magari qualche anno più avanti, e allora ci siano anche dei punti di contatto per le questioni organizzative universitarie, che fanno sempre comodo. 
Il mio consiglio quando si affronta tale situazione è quello di portare pazienza per le stranezze altrui, cercare di comunicare cosa ci provoca disagio e cosa no, e cercare di fare gruppo. Sarebbe la prima cosa da fare, organizzare qualche aperitivo insieme, per capire come sono fatti gli altri, per instaurare un rapporto, poi è ovvio che legherete con qualcuno più che con altri, ma questo non significa fare degli orridi e maleducati gruppetti. 
Se organizzate un' uscita con i coinquilini estendete l'invito a tutti, anche a quello che a pelle proprio non ci va a genio, per evitare che si creino contrasti all'interno della casa, che non sono MAI cosa buona. 
Queste genere di situazione è da gestire e organizzare con la massima cura subito all'inizio. Uno dei coinquilini deve prendere le redini in mano e proporre, chiedere e mettersi d'accordo su tutti gli aspetti e i problemi che possono sorgere in una convivenza. Dalle regole di comportamento, dal chi invito a casa, al  dove è consentito fumare e dove no, agli orari in cui si può fare casino perchè nessuno studia. Sembra un discorso da maniaco del controllo, ma se uno pone le basi, senza rendersi antipatico, per un'organizzazione precisa non ci saranno fraintendimenti in futuro, tenendo anche conto che se poi qualcosa non va bene si può sempre cambiare. Molto più arduo è mettere un veto al fumo a dicembre dopo che avete lasciato che un coinquilino fumasse in casa dall'inizio della convivenza, fino al momento in cui esasperati dite basta, ma capite che lui può rispondere che se dava fastidio bastava dirlo prima. Quindi fate il favore, ditelo prima e non passerete dalla parte del torto. 
Se invece voi foste il nuovo in un appartamento di inquilini che si conoscono già? Ve lo dirò la prossima volta...

 "IL coinquilino. Manuale teorico per una convivenza pratica".

mercoledì 3 luglio 2013

IL coinquilino_Gli amici del liceo

Ok, siete andati a vivere nella casa nuova, magari è la prima esperienza fuori casa oltre il campeggio con gli scout, e avete dei coinquilini.
Ci sono molte variabili nell'esperienza della convivenza. 

Siete degli amici del liceo che vanno ad abitare insieme per l'università
Sembra una situazione ideale, e invece.. Quello che posso dirvi dalla mia esperienza, indiretta, è che quella che può sembrare all'inizio come l'esperienza più bella della vostra vita può riservare qualche dispiacere già dai primi tempi. 
Essendo tutti amici già da prima, gli occupanti dell'alloggio hanno già esaurito i convenevoli.
I primi tempi sono sempre di assestamento in un rapporto, di qualsiasi natura, quando si inizia conoscere l'altro e generalmente ci si va con i piedi di piombo. In una situazione di novità questo periodo di assestamento può durare dalle settimane ai mesi. La confidenza tra gli occupanti è sempre un'arma a doppio taglio. 
Quando si abita con amici infatti non si dovrebbe presupporre di conoscere vita, morte e miracoli dell'altro. Voi non ci vivete 24 ore su 24 quindi, anche se vi frequentate dal liceo o prima e avete all'attivo un centinaio di pigiama parties, non sapete come realmente è a casa. Magari è  la persona più accomodante al mondo ed è super perfetto, ma qualche difetto ce l'ha anche lui. Accogliete i difetti e i pregi come dato di fatto, non cercate di rimproverarlo come farebbe sua madre o suo fratello maggiore, ricordando che è un vostro pari, e se lui rimproverasse voi andreste su tutte le furie. Sarebbe bene mettersi d'accordo con tutti gli abitanti della casa per quanto riguarda le regole di base, sì regole!, per la convivenza e per l'organizzazione della casa, senza impedire la libertà di nessuno, nei primi giorni di convivenza. Mettendo in chiaro le cose subito si evitano problemi dopo. Il rischio con dei coinquilini amici è che si inizi a vivere l'esperienza di getto, buttandosi a capofitto, con fare cameratesco in tutte le avventure di un universitario, tra feste, festini, giri a scoprire la città, aperitivi e cene organizzate all'ultimo minuto. 
Tutto bellissimo, per carità, ma è molto probabile che i ritmi dei conviventi non siano tutti uguali e che non si frequentino le stesse facoltà e quindi in casa ci sia davvero qualcuno che studia fin da subito, volente o nolente, secchione o meno. Con un clima di feste e cene a profusione senza alcun freno il povero malcapitato non riuscirà a studiare nemmeno sotto tortura, e la tortura vera è il doversi congedare da una festa per chiudersi in camera a studiare, con il casino appena fuori dalla porta.  Per quanto riguarda la confidenza, come dicevo è un'arma a doppio taglio, se si conosce bene l'altra persona, si conoscono per sommi capi i difetti e le abitudini. Se si condivide non solo la casa, ma anche la camera da letto i fastidi sorgeranno prima di quanto pensate. Nonostante siate amici da una vita può comunque sempre capitare che ci sia qualcosa che vi da davvero fastidio dell'altra persona. Il casino che si genera sistematicamente ogni volta che entra in camera, il rumore che fa al mattino per prendersi le cose da vestire, perchè non se le è preparate la sera prima, ed è possibile che non sia una sua abitudine, e vi svegli ogni santo giorno alle 7 del mattino, il fatto che giri sempre in mutande o mezzo nudo, il fatto che usi le vostre cose, dalla gomma lasciata sulla scrivania, alla vostra scrivania, ai vostri vestiti.

Il fatto che porti a dormire in casa, e ancora peggio in camera il fidanzato/a soprattutto se condividete la camera, senza dirvi nulla, Il fatto che ospiti gente a casa, quando non ci siete e la faccia dormire nel vostro letto, il fatto che mangi le vostre provviste. I motivi di contrasto possono essere tantissimi. Se si ha confidenza si può serenamente parlare di queste cose, dicendo che vi da fastidio qualcosa, con garbo e cercate di mettervi d'accordo per il futuro, ma è possibile che le cose degenerino e partano i vaffanculo. Capita, soprattutto se un individuo ha un carattere più scoppiettante dell'altro e si rischia di litigare, e se le vostre pretese sono impossibili. Non si può pretendere che non venga a dormire il fidanzato/a, si può però trovare l'accordo che non dorma in camera con voi. Sarebbe sempre bene avere un divano letto in casa per ospitare amici parenti e fidanzati. 
I problemi adesso sviscerati valgono anche per qualsiasi altro tipo di convivenza, dal siamo tutti degli sconosciuti, al sono l'ultimo arrivato in casa.  
Le problematiche di una convivenza sono infinite, ma le affronteremo nei prossimi post

"IL coinquilino. Manuale teorico per una convivenza pratica".

lunedì 1 luglio 2013

Il coinquilino_ introduzione

Quello che segue è un "manuale teorico per una convivenza pratica".
Ho pensato che a qualcuno potrebbe servire, lì nell'etere, per cercare di iniziare o sistemare una convivenza o un periodo di "coinquilinaggio". 
Sia chiaro, non sto dicendo che ciò che scriverò nei prossimi post sarà la bibbia delle convivenze, ma è solo il racconto della mia esperienza fatta convivenze con molti coinquilini diversi  nel corso di anni e anche di quella di amici e conoscenti che hanno avuto le loro gatte da pelare. 
Questo manuale vuole essere un passatempo per chi legge e magari sta per iniziare una situazione di convivenza e prima ha solo vissuto con la famiglia o con parenti vari, che deve aver a che fare tutto a d'un tratto con persone che hanno costumi, cultura e abitudini diverse. 

La prima regola per voi che leggete è la pazienza, con me che scrivo nella più parte dei casi cose che sapete già o scemate, e con  i vostri futuri/ attuali coinquilini.
Il segreto è la pazienza. 


Quando si va ad abitare con qualcun altro bisogna subito tenere conto che si abita appunto con un altro essere umano e che per quanto possa essere nostro amico dai tempi dell'asilo nido, per quanto possa sembrare carino e coccoloso all'inizio, finirà sempre per sorprenderci nella sua condotta e nella maggior parte dei casi in modo non piacevole. La pazienza fa sì che le cose non degenerino e portino a una separazione prematura,  cioè a metà anno, quando di posti letto liberi ne trovate davvero pochi. 
Cercate di comprendere che non si può essere tutti perfetti come lo siete voi e che se qualcosa vi turba dell'altra persona, anche a quest'ultima è possibile che non vada a genio tutto ciò che fate o dite. Il mondo è pieno di persone diverse e bisogna sapersi adattare.