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venerdì 19 dicembre 2014

Come ti incarto il regalo? Gift Wrapping Guide


Dopo i due post su cosa regalare a Natale, uno dedicato ai regali fatti a mano e l'altro sugli acquisti, ecco delle idee carine per incartare, fare bigliettini e simili, perchè anche l'occhio vuole la sua parte! Certo è molto facile comprare il rotolo di carta  dal cinese o nel supermercato sotto casa, ma si da il caso che però abbiano sempre fantasie improponibili e veramente molto natalizie, quindi poi dovete incartare il regalo dell'amica che compie gli anni a giugno e avete solo carta con babbi natali paciosi.


Queste idee che sto per mostrarvi sono un passe-par-tout che vale tutto l'anno in ogni occasione.
Sono semplici, la carta si compra dal tabaccaio ed è quella per i pacchi postali costa pochissimo e come vedrete è davvero versatile.

Partiamo da quelli semplici:
Basta un po' di carta  decorata avanzata e un bel nastro, o anche solo una scritta. 

Potete sbizzarrirvi con i pennarelli a disegnare e scrivere sui pacchetti
Avete bottoni che vi avanzano?
Quest'idea è davvero carina e facile da creare, basta solo del cartoncino bianco e nero e un nastrino in tinta!
Pois e destinatario del regalo, molto chic!

 Idea davvero bella, fare delle piume con il cartoncino, facilissime, ma il risultato è davvero notevole.
 E Infine per chi ha lo sbatti di fare letteralmente il pacchetto! 
Albero di Natale tridimensionale.
I bigliettini:
Bigliettini protagonisti e pacchettino minimal.
 L'albero di Natale noi lo mettiamo sul biglietto!

Vi sono rimasti dei bottoni in più?
Bigliettino per un regalo sentito davvero. Bigliettini carinissimi ma super sbattimento! Ricamate ciò che volete dire!

giovedì 4 settembre 2014

I love breakfast. Elogio della lentezza

Che titolo scemo, ma tant'è che corrisponde a verità.
La colazione oltre ad essere il pasto che caloricamente è il più importante della giornata a me piace proprio.
Mi piace perché quando ho tempo faccio con calma e mi sveglio mentre faccio colazione, non sotto la doccia, non durante una corsa verso la fermata del tram, come mi è capitato svariate volte nel mio passato di studente fuori sede disperata. 
La colazione per me è quasi un rito una cerimonia di calma e pace e soprattutto silenzio. Esatto! Sono una di quelle persone che non ricevono bene appena sveglie. Non sono aggressiva se mi si parla, ma tendo a spazientirmi subito e mi arrabbio soprattutto se mi danno da fare duemila cose prima che abbia messo in circolo qualche sorta di caloria. La cosa che mi manda in bestia è il sentire madre parlare di cibo: Cosa facciamo a pranzo? quando non ho nemmeno mangiato il primo biscotto, o che mi chieda di assaggiare qualcosa di salato. Alla morte!
Non accendo nemmeno la tv, mi piace avere la tavola ordinata, senza briciole della colazione altrui, tirare fuori gli strumenti, gli ingredienti e poi sedermi senza dover pensare a nulla. 
Non sono uno di quei cultori della colazione che tirano fuori tutto, cereali, latte, succo di frutta, caffè, brioches e merendine, biscotti, fette biscottate e marmellata, nutella e burro. Esistono e ne ho incontrati diversi nella mia vita, tra coinquilini e amici. 
Per quanto mi riguarda la tavola deve essere pulita, ordinata e con poca roba sopra, se si mette sopra tutto quello che si possiede o si finisce che si mangia tutto o si finisce ad dover passare dieci minuti buoni a rimettere a posto, e io quei dieci minuti preferisco spenderli facendo colazione, non ritirando.
Saltare la colazione, oltre essere sbagliato nutrizionalmente, mette di cattivo umore e lascia anche un cattivo alito, perchè il corpo si acidifica. 

Se mancano o non sono all'altezza delle aspettative i due ingredienti principali, cioè frutta buona o biscotti, la giornata comincia male. Quando vado a fare la spesa il tempo maggiore lo passo sempre nel reparto biscotti e non sono mai sicura di quello che cerco o che compro. Se non c'è la frutta e nemmeno il succo di frutta mi girano alquanto, mi riduco a fare svogliatamente colazione con il thè e i biscotti, ma non è soddisfacente.
Le brioches, anche quelle del bar non mi interessano molto, ok sono buone, ma niente eguaglia la mia colazione a casa.

Il mio rituale di solito, che poi chiamarlo rituale è eccessivo, comporta preparate tutto con calma, mangiare un frutto con zucchero e limone,  tre o quattro biscotti, bere succo di frutta o del thè. Semplice, veloce ma non troppo. Alla fine della colazione sono sveglia e pronta per affrontare la giornata. 

Se poi non ci sono biscotti nè frutta e la speranza è vana di trovare qualcosa in casa che soddisfi le aspettative non resta altro che raccattare, sperando che ci siano, latte, uova, farina e poco altro e fare i pancackes.
instagram.com/alice_in_the_mirror




giovedì 21 agosto 2014

Come passare gli esami a settembre. I trucchi

Per passare gli esami di settembre il trucco fondamentale è studiare... non ce n'è!
Oltre i consigli già dati in precedenza ci sono dei piccoli trucchi per aumentare le probabilità di successo.
Non si tratta di trucchi senza i quali non riuscirete a passare sti maledetti esami, ma degli accorgimenti, abitudini che possono farvi sentire più sicuri.

Il metodo di studio, un piccolo bonus
Dei metodi abbiamo già parlato. Quello che potete fare in più per prepararvi, sempre che abbiate del tempo davanti a voi sono: una bacheca, post it, cartoncini e registrazioni.
La bacheca e i post it sono la stessa cosa in realtà, solo che sulla bacheca che mettete nella stanza in cui passate più tempo potete attaccare dei cartoncini colorati con le nozioni che vi sembrano più ostiche, magari delle formule da ricordare o gli enunciati di un problema. Ogni volta che passate davanti buttate lo sguardo e ripassate. Fatelo se avete del tempo perchè come abbiamo detto il ripasso è un processo delicato. 
Ricordate di "smuovere" la bacheca, cioè rimescolate o bigliettini e spostate la bacheca, in modo di non abituarvi troppo alla sua presenza e al suo aspetto, se no non la noterete più e sarà inutile.
I post it hanno lo stesso concetto della bacheca, ma li dovete disporre in vari posti della casa, come quando imparate delle parole straniere mettendo post it in giro con il nome degli oggetti. Stesso concetto, contenuto diverso. 
Dopo un po' vi accorgerete di ripetere mentalmente la formula del post it che avete nell'anta della specchiera del bagno prima di aprirla per controllare se avete ricordato giusto. 
Se non siete tipi da post it, o non potete appiccicarli in giro perchè non vivete da soli un'alternativa utile per il ripasso sono i cartoncini con domanda sul fronte e risposta sul retro.Tipo: Teorema di Carnot. Sul restro scrivete la soluzione. 
Se notate si vedono in alcuni film americani ambientati alle superiori e al college. Se funziona per loro perchè non dovrebbe funzionare per noi?

Se siete un po' ansiosi di dimenticare qualcosa e se volete sperimentare. Ultimo trucco sono le registrazioni. La registrazione può essere del professore che spiega, se ce l'avete, se no meglio ancora di voi che leggete il tale capitolo. Quando andate a dormire, una sera sì e una
no, andate a dormire con le cuffie e la registrazione in repeat per un paio d'ore. Nei lettori mp3 c'è la possibilità di impostare lo spegnimento automatico. Al mattino sarete un po' intontiti, ma inconsciamente avrete immagazzinato delle informazioni. Al risveglio andateci piano, datevi un po' più di tempo prima di iniziare la giornata di studio, perchè non siete ben riposati. 
Se invece il vostro problema è l'esposizione, partite con qualche giorno di anticipo, registratevi mentre esponete, poi riascoltatevi. Se non siete soddisfatti riprovate e così via. Aiuterà ad evitare gli ehm, uuumm, vari, che sembrano tentennamenti dati dal poco studio e non da quello che realmente è: timidezza, vero?

Premiatevi 
Il periodo di studio è sempre difficile. Vi conosco, mascherine, so che sotto sotto siete un po' tutti masochisti, anche perchè state leggendo questo lunghissimo post. Non è necessario punirsi, per aver iniziato a studiare tardi, per aver lasciato passare troppo tempo dall'ultima volta che avete controllato su internet cos'era un libro. 

Non è il caso di iniziare diete, sessioni di esercizi massacranti, se non siete abituati, e altre cose poco piacevoli mentre state studiando per un esame. Nel carrello della spesa mettetelo un pacco di biscotti sfiziosi, vi piace il salmone? E compratelo allora, che aspettate! Tenete sempre in dispensa qualcosa con cui premiarvi. So che non tutti si premiano con il cibo, ma il cibo si può consumare a casa, mentre fare shopping, per una cosa con gli amici, lo si deve fare fuori e vi fa perdere tempo. Per questo tipo di premio aspettate di aver finito le vostre personali dodici fatiche, Ercolini miei. 

L'abito non fa il monaco, ma la prima impressione è quella che conta.
Già! Mi tocca dirlo, ma la prima impressione conta ad un esame. 
Pensiamo sempre che i professori, essendo tali, hanno una certa cultura e apertura mentale da poter partire senza preconcetti quando iniziano un esame ad un allievo, ma il primo giudizio di un individuo è un meccanismo incondizionato, una cosa tipo antico predatore. 
Ancor prima di parlare, il professore si è fatto un'idea di che tipo siete. Se siete il cazzaro o il secchione, solo guardandovi e in base a questa prima impressione sceglierà le domande e vi giudicherà. 
Fatevi furbi.
Un aspetto pulito, semplice e ordinato farà un'impressione migliore di un jeans strappato, cavallo basso o trucco pesante. Non pensate però, ragazze, che presentarvi all'esame con i capelli sporchi, spettinati, le occhiaie e le borse dia l'impressione che abbiate passato tutto il tempo a studiare e ora siete preparate al 100%. L'unica cosa che trasmetterete è che avete preparato l'esame all'ultimo e non avete avuto il tempo nemmeno per una doccia. 
Per contro, ragazze, se andate ad un esame truccate pesante, tipo come quando andate in discoteca il sabato sera, con il fondotinta spalmato con la cazzuola, eyeliner spesso e perchè no anche rossetto rosso, alle nove di mattina, il professore non avrà una grande prima impressione di voi. Fatevi furbe, non fate una campagna di sensibilizzazione alla libertà di espressione, la libertà di vestirsi e truccarsi come si vuole proprio il giorno dell'esame, è solo controproducente. 

Questo mi sembra veramente tutto. I metodi anti sfiga, anche se non ci crediamo, vero?, ve li risparmio. Ogni persona ha il suo e quindi fate quello che vi sentite, dal cornetto napoletano alla zampa di coniglio nella tasca o semplicemente un certo rituale. Fate tutto quello che è in vostro potere per star tranquilli. 
Per il resto posso solo dirvi studiate con serietà e i risultati verranno. 
Buon lavoro!

Come passare gli esami a settembre. Una guida essenziale

Siamo già alla seconda metà di agosto e molti studenti si stanno ormai disperando perchè gli esami si avvicinano, che siano universitari o gli esami per i debiti, o semplicemente devono fare i compiti.
Questa vuole essere una breve guida per gli universitari, che con un po' di correzioni può anche andare bene per tutti.
L'idea mi è venuta dal fatto che molto spesso mia sorella si ritrova all'ultimo a studiare e poi va impanicata agli esami e fate voi i conti di quanti esami ha indietro. E no non studia ingegneria aerospaziale in cinese, ma psicologia. 
Quindi siete pronti? Si parte!

La prima cosa che dovete fare è darvi degli obiettivi ragionevoli. Avete una sessione di due settimane? Allora pensate con furbizia a quello che volete dare, anche in base a come sono disposti gli appelli e in base a quanto materiale c'è da studiare. Se avete due settimane e siete quasi in pari con gli esami io consiglierei due esami difficili/pesanti/impegnativi, così ve li siete tolti e inizierete l'anno più leggeri. Non pensate, tanto li do a gennaio, perchè a gennaio ci saranno altri esami.
Se siete indietro con gli esami l'obiettivo è passarne il maggior numero, quindi andrei con quelli più facili, magari anche quattro. Se pensate che sia fantascienza, perchè è agosto è estate ecc allora pensate che se siete indietro, se vi ritrovate a settembre con duemila esami da dare è perchè nella sessione di gennaio avete pensato: Ma è Natale!!! quella di Pasqua, chi ce l'ha ancora: Ma è Pasqua e la sessione di luglio è andata a puttane perché ormai avevate il cervello in modalità: Estate!!! Piscina mare e aperitivi! Yeah
Ecco! Bravi, ma ora è il caso di svegliarsi. Prendere atto delle proprie mancanze è il primo passo per andare meglio. 
Fine della ramanzina!

Dicevamo: datevi degli obiettivi, in base alla vostra situazione, in base agli appelli e in base anche al tempo che vi rimane da oggi al giorno degli esami e poi dividetevi i tempi. 

 La chiave del successo è l'organizzazione:
Avete due settimane da oggi al primo esame? Avete deciso di darne solo uno? Bene congratulazioni avete una settimana e mezzo per preparare il vostro esame. Ora vi spiego perchè. 
Se avete un esame tra due settimane e uno tra tre, avete una settimana per il primo,una settimana di ripasso per l'esame 1 e nel mentre iniziate anche l'esame 2 e poi una settimana completa per l'esame 2.
Io personalmente sono abbastanza settoriale, mi sono sempre preparata in modo da studiare un esame alla volta. Studiare per due esami insieme non porta allo stesso risultato nel mio caso, ma se si devono dare due esami si fa di necessità virtù. 
I primi giorni sono sempre i più duri. Io il primo giorno parto con l'organizzazione di una scaletta giorno per giorno divisa approssimativamente in mattina e pomeriggio dove segno sull'agenda l'argomento che devo studiare. E' psicologico ma vi mette nella modalità esami abbastanza in fretta. Fatto ciò controllo di avere gli appunti, i libri di testo che mi servono e tutto il materiale. Inizio a leggiucchiare un po' di roba, senza impegno. 
Nella preparazione del cronoprogramma siate lungimiranti e furbi. Se avete due settimane datevene una e mezza, quello che rimane serve sempre per: Imprevisti, Probabilità (come nel monopoli) e Ripetere ad alta voce, che sembra una cazzata ma serve.
Mettetevi alla prova ogni giorno caricando un po' di più il vostro programma, a giorni alterni. Se pensate di fare quattro capitoli, mettetene cinque. Questo vi spronerà a fare di più, permettendovi di avere quei due o tre giorni per gli imprevisti, in più se riuscite a fare davvero anche l'impegno bonus del quinto capitolo il vostro ego sarà ringalluzzito. Se non ci siete riusciti, pazienza, potete sempre farlo il giorno dopo e i giorni che vi siete lasciati come cuscinetto vi faranno sentire sicuri. Tra l'altro se siete studenti fuori sede fate anche la spesa il primo giorno e datevi i tempi per la spesa che farete nelle settimane successive. Non potete studiare il capitolo 12 mentre siete in cassa alla Coop!
Datevi un momento di respiro nel fare il programma e tenete conto dei momenti di svago, dopo tutto è estate, una nuotatina ci sta, un mezza giornata alla settimana e fa anche bene!

Come dividere la giornata
Per quanto mi riguarda si studia di giorno, so che molti studenti universitari si sentono più tranquilli di notte. Fate voi, non sono io a dirvi che è sbagliato, è la biologia! Ma se avete notato che date il meglio di voi dalle 2.00 alle 5.00 buon per voi, studiate in quelle ore. Sappiate che sono poche. 
La scaletta ideale è: 
Sveglia alle 7.30. Colazione e igiene personale, MAI da ignorare!
8.30. Siete già svegli, è ora di iniziare. Magari iniziate a capire qualcosa dalle 9.30, i primi giorni,  ma non vi arrendete al terzo giorno riuscirete ad essere produttivi prima. Se volete fare uno spuntino in mattinata ben venga, ma non vi alzate dai libri, ok?
12.30-13.00 Pranzo. Leggero! Se mangerete cose pesanti vi sentirete assonnati.
14.00-14.15 Si ricomincia
16.00 Merenda da consumare mentre si sta sui libri. non demordete!
18.0-18.30 Fine
Bravi avete studiato quasi 10 ore e siete ancora vivi!
Non studiate dopo cena, a meno che non sia di vitale importanza perchè avete poco tempo, e in qualsiasi caso tenetevi per la sera cosa più leggere, non iniziate un nuovo capitolo e NON ripassate!
Dopo cena se non avete studio in programma dedicatevi a un film o comunque un'attività abbastanza passiva. Non leggete libri impegnativi e NO ai telefilm! Sono come le ciliegie una puntata tira l'altra e avete fatto le due del mattino senza accorgervene.  
Andate a dormire presto e dormite almeno 8 ore. Durante il sonno il cervello crea le connessioni necessarie a farvi ricordare quello che avete studiato.
Perchè non ripassare la sera? Perchè si va a rielaborare le informazioni quando sono ancora fresche, non ben sedimentate e crea confusione. Per capire meglio andate a vedere il paragrafo del ripasso. 

Dove studiare: 
Io sono un tipo più da scrivania che da letto. Il letto mi distrae, è troppo morbido, ricorda le dolci ore passate a dormire ecc. La scrivania o il tavolo mi mettono automaticamente in modalità studio. 

Meglio soli che male accompagnati.
Fate sapere ad amici e parenti che DOVETE DARE GLI ESAMI. Ibernatevi sui social, niente giochini su facebook, niente telefonate dalla zia Concetta ad ogni ora del giorno. Rimandate tutte le uscite, i caffè con gli amici ecc a dopo gli esami. Su questo non si transige. Farete festa dopo, e se siete ingegneri e avete passato analisi 2 saranno gli amici a pagare da bere!

Studiate secondo il vostro metodo:
Ora non siamo qui a dire che il metodo X è meglio di quello Y ecc. Se siete arrivati all'università a studiare avrete imparato. Se siete in un momento di filosofica ricerca del metodo di studio perfetto per voi ma siete come al solito alle strette con i tempi non è il caso di sperimentare. Bisogna portare a casa il risultato!
Ci sono vari metodi di studio, li ho provati abbastanza tutti ma quello che per me funziona di più è riscrivere gli appunti. Ho preparato nel mio corso di studi sia esami discorsivi, storia, storia dell'arte urbanistica ecc, sia esami tecnici tipo fisica, matematica e strutture, quindi vi posso dire che funziona abbastanza per entrambi. La base da cui partire sono gli appunti. Meglio sono scritti gli appunti meglio partirete. Possono anche non essere i vostri appunti, se non li avete presi bene, ma a vostro rischio e pericolo. 
Si parte dagli appunti per avere una traccia degli argomenti, per poi integrare con i libri di testo assegnati. alla fine avrete la guida definitiva all'esame che dovete dare e saranno cazzi del professore, ne saprete più di lui. 

Tanto non lo chiede:
Studiate secondo il vostro metodo, quello a cui siete abituati, basta che non facciate la cazzata di saltare il capitolo, se non è stato espressamente detto dal professore, perchè "tanto non lo chiede". Voi lo sapete! sapete che sarà proprio la prima domanda.
Sorella e una sua amica (in due, badate bene) hanno detto, mentre preparavano un esame insieme: Il capitolo sulla stratificazione sociale? - No saltiamolo, tanto non lo chiede. 
Sbabam! 
All'esame. Professore: Signorina come prima domanda mi parli della stratificazione sociale, che cos'è da dove nasce il concetto, a cosa si collega.. Amica di Sorella: ... (cri cri cri) 
-Professore: Vabbè venga tra due settimane, vediamo se la sua amica (sorella) la sa.  Sorella: .... P.: Venga con la sua amica tra due settimane. True story
Avete capito ora? Mai saltare un capitolo se non è stato espressamente detto dal professore in persona, non dall'assistente, dal professore! che non lo chiede. 

Musica sì, Musica, no:
Musica sì per la parte di esercizi di fisica, matematica ecc, purchè sia a basso volume e non distragga. Quindi no alle vostre canzoni preferite, no a canzoni in italiano. Spotify ha delle palylist apposite, andate a vedervele.
Musica no per esami discorsivi. 

Studio di gruppo e gruppo di studio: 
Ci sono varie scuole di pensiero. Io preferisco viaggiare in solitaria, praticamente un'eremita, perchè ho i miei tempi e ho una grande resistenza. Faccio pausa solo a pranzo e cena, di rado faccio pausa durante i blocchi. La mia concentrazione inizia ad aumentare dopo la prima mezz'ora tre quarti d'ora, quindi studiare con altri è difficile, per gli altri, in realtà. 
Se voi avete altri ritmi liberissimi, ma dovete trovare le vostre anime gemelle, se avete ritmi diversi non combinerete nulla. 
Studio di gruppo: Studiare in gruppo, per me è una cazzata, lo abbiamo stabilito, ma qualcuno invece ne trae davvero giovamento. Stare in una stanza con altre persone che non studiano necessariamente quello che studi tu, fa sì che ti metta sotto anche tu. In genere in uno studio di gruppo si decidono le pause a priori e si mette la sveglia. Quando suona si chiacchera, si cazzeggia e poi si ritorna dopo 10 minuti, non 45!!! a studiare, ognuno per conto suo. Va tutto bene finchè la cosa è seria e con persone serie. Tutti studiano, tutti sono seri. Ci si motiva a vicenda e non si può cazzeggiare disturbando gli altri, si rischia di distrarli.
Se invece L'amica deve guardare Uomini e Donne, o dice: Sono le 15.43, non possiamo iniziare adesso, iniziamo alle 16.00, facciamo cifra tonda, beh allora secondo me siamo in ritardo di 43 minuti, recuperiamo, non aspettiamo fino alle 16.00. True Story

Il gruppo di studio: Il gruppo di studio è una cosa assai seria. Non ho mai partecipato, ma ho amici, anche di facoltà come Chimica che usano i gruppi di studio e dicono che funzionano davvero. Si scelgono delle persone, generalmente più brave di noi a studiare, ci si incontra e si studia insieme. In genere questi gruppi sono organizzati nel seguente modo: ogni partecipante studia un capitolo e lo spiega agli altri. poi si ascolta quello successivo. Tutti fanno il loro dovere e poi a casa ripassano ciò che è stato fatto nella giornata. Il successo è assicurato.
Esistono anche varianti come il gruppo di ripasso o di ripetizione. Due/tre persone si trovano in alcuni giorni prima dell'esame e ripassano insieme o ripetono, in quel caso si migliora anche la forma dell'esposizione. 

Il ripasso:
Per molti anni ho fatto l'enorme errore di sottovalutare il ripasso. Se avevo due settimane le usavo tutte per studiare e magari riguardavo il programma la sera prima dell'esame. Così facendo però mi sabotavo da sola e non lo sapevo.
Il ripasso è un processo delicato del nostro cervello. Si richiamano delle nozioni, che abbiamo immagazzinato mentre studiavamo, e si ripetono magari guardando gli appunti e si rimescola tutto. Se è un lavoro fatto di fretta, con l'ansia ecc si fa solo di peggio. 
Un esempio pratico: Pensate di avere un bicchiere pieno d'acqua. Quello siete voi prima di iniziare a studiare.
Pensate di riempirlo di sabbia, un cucchiaio al giorno. Quando versate la sabbia l'acqua diventa torbida, ma passato un po' di tempo la sabbia si deposita al fondo  e l'acqua ritorna chiara. Questo è quello che succede durante la notte. Le nozioni sedimentano. 
Quando ripassate è come se metteste un cucchiaio vuoto nel bicchiere e mescolaste. Se mescolate lentamente la sabbia si muove ma rimane verso il fondo. Per un ripasso fatto bene ci vuole calma e tempo. Se invece, per la fretta il poco tempo e l'ansia mescolate velocemente l'acqua diventa di nuovo torbida e ci metterà tempo per tornare limpida, cosa che non accade mai in tempo per l'esame. 

Ripetere:
Anche ripetere è un'attività che viene considerata di scarsa importanza, ma come sapete come l'occhio vuole la sua parte, anche l'orecchio. Se siete tutto un : Hem... ahhh... mi scusi un attimo, faccia spaventata, potete avere studiato l'infinito, ma non arriverete a un buon voto e tutta la vostra fatica non sarà ricompensata abbastanza. 

Questo era un po' tutto. Ci sono ancora dei trucchetti che vi svelerò nel prossimo post. Buon lavoro amici!