sabato 5 aprile 2014

Oggi è una giornata di quelle

Ci sono momenti nella vita in cui le cose vanno alla grande, e in altri che non vanno proprio. 
Come per me questo ultimo periodo, costellato da un fastidio fisico che sta iniziando a rasentare il cronico. Sono più di due anni che passo a preoccuparmi per questo. Ultimamente sono in fissa con le cause scatenanti. 
Il mio problema  è una colite di natura probabilmente nervosa. Non è una gran  bella cosa. L'anno scorso questo problema è sembrato acutizzarsi e sono andata dal medico, poiché non mi capitava di stare male solo se ero tesa, avevo una scadenza o un esame, ma è diventato arbitrario. Non c'era più un motivo.. capitava random. 
Quando sono andata dal medico di famiglia mi ha riso in faccia e mi ha prescritto delle gocce. Io avrei prescritto della cicuta a lui. Per questa debacle ho smesso la dieta, pensando che tutto fosse causato da quello che mangiavo. Non fare la dieta si è verificato, sul momento, positivo ma poi le cose son ricominciate come prima. Quando ho dei periodi tranquilli senza fastidi poi arriva la sera che sei fuori, non hai possibilità di stare in bagno e devi correre a casa, con grande imbarazzo verso chi sta con me che mi vede andar via con una scusa poco convincente. E la paura torna. Torna e hai paura di uscire, paura di andare a fare una passeggiata in montagna dove non ci sono bagni. Hai il timore di star male al lavoro o a scuola o al locale quando esci il sabato. L'ansia aumenta e il problema si amplifica. 

Oggi è una giornata di quelle.

Sono uscita, sono stata male e sono dovuta tornare a casa. Avrei voluto tanto uscire sta sera, ma non posso, perchè non sto bene. 
Mi sono beccata una ramanzina da mia sorella che dice che me la tiro dietro la sfiga e un commento poco carino da Madre, che mi ha chiamato fifona. Io ho paura di uscire. Non ho paura di cose insensate, come gli spazi affollati, i fantasmi o il parlare con la gente, anche se non mi sento sempre a mio agio. Ho paura di stare male in giro e diciamolo: farmela addosso. Il non aver un bagno a disposizione mi rende nervosa e se sono nervosa mi viene la colite. Dicono ovvietà coloro che pensano: Ma dai stai tranquilla e non ti viene. Ma no. Non puoi far stare tranquilla la testa. Come quando ti dicono non pensare a un elefante rosso... e voi pensate a cosa? Ecco. Ho provato ad essere preparata, ad avere un cambio sempre in borsa e medicine e salviette, ma non basta, non ce la faccio a stare tranquilla, non riesco a non stare male. Il medico quando sono ritornata da lui mi ha prescritto una visita dal gastroenterologo, ma è a maggio.. e nel frattempo?
Non posso andare avanti con la mia vita, e perdo il tempo prezioso e scarso che rimane della mia giovinezza. Tra poco avrò 26 anni e non sono pronta ad invecchiare. Non ho fatto un sacco di cose, il tempo passa e io sto ferma. 
il tempo passa e io resto sola. 

E' un po' che volevo parlarne qui sul blog, perché io racconto di me, senza filtri e senza paura di essere giudicata, ma è un argomento del quale mi vergogno, perché è difficile parlare di certe cose, mentre non è affatto difficile parlare di sesso o problemi di droga, almeno per me. Io mi sento sola, perché non ho nessuno a cui parlarne al di fuori della famiglia che però non ne può più e non è d'aiuto, non mi sento presa sul serio o compresa. Mi sto allontanando dagli amici e loro da me. 
Penso che quindi sia terapeutico per me affrontare l'argomento, magari la situazione si sblocca un po'.  

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